santuario di Boca

Di villaregia et salussola dei signori di Tegerone, Consignora di Celle

Boca Novara del comitato di Pombia

La famiglia Del Boca

La famiglia Del Boca ha origine a Boca,da dove emigra poi a Ghemme,distante pochi chilometri, ivi riconosciuta con il cognome - come era usanza - che indicava il luogo originario.
I Del Boca tornano successivamente a Boca e sono spesso ricardati nei documenti del tempo; ma è difficile - eccetto per Raschenus de Bocca (1202) e per Otho de Bocha, che presenziò quale testimonio alla pendenza arbitrariamente pronunciata il 26 ottobre 1219 da Giacomo, vescovo di Torino e vicario imperiale, tra Oberto, vescovo di Novara e il comune di questa città (Morbio, o.c., Saggio I, p.77) - avere maggiori ragguagli sulla loro vita.
Il Marc hese Guasco di Bisio, nel suo Dizionario feudale degli antichi Stati sardi e della Lombardia, scrive che i Del Boca rappresentano un ramo dei Signori di Tegerone (cioè Poirino), antica e nobile stirpe piemontese, trapiantato a Ghemme, e ne dà la seguente genealogia:
Signori di CERESOLE

Signori di TEGERONE                                                             Signori delle ARENE

                    SPATOLA          DEL BOCA °Boca
Infatti, Tegerone nel 1314 fu concesso in feudo dal Principe d'Acaja a Guido di Biandrate (MANNO, Dizionario feudale, voce TEGERONE), che era pure Signore di Boca e imparentato con i Del Boca.
Tegerone (Poirino), nel Comitato di Torino, fu feudo ricco, con vari castelli e una lunga nonché gloriosa storia. Portò il titolo di Marchese di Tegerone S.M.Vittorio Emanuele III, e sono pure Signore di Tegerone i Solaro del Borgo, i Marchesi di S.Dalmazzo, di Dogliani e di Castelnuovo.
I Del Boca vennero investiti del feudo di Villaregia (Ivrea, nel Comitato di Vercelli) nel 1573 (il Comm. G.G. di CROLLALANZA, nell'appendice al suo, Dizionario storico-blasonico delle famiglie italiane estininte e fiorenti, scrive che Giovanni Antonio fu investito del feudo di Villaregia nel 1605 invece che nel 1573) nella persona di Giovanni Antonio, in ricompensa dei servigi prestati al duca Emanuele Filiberto, e il 19 dicembre 1576 i Del Boca, sempre nella persona di Giovanni Antonio, vengono infeudati di Salussola (Biella, nel Comitato di Vercelli) (GUASCO, Dizionario degli antichi Stati sardi e della Lombardia); questa Signoria fu tolta, dal duca Emanuele Filiberto, al conte Francesco Dal Pozzo di Ponderano.
I Del Boca dovevano godere di alta posizione poiché un loro membro fu uno dei firmatari del Trattato di Pace di Cherasco (1631).
Inoltre, la famiglia Del Boca era Consignora di Celle (Cellamonte) (Comm. G.B. di CROLLALANZA, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili Italiane - Conte FRANCHI VERNEY DELLA VALETTA, Armerista delle famiglie nobili e titolate della Monarchia di Savoia), feudo di cui fu investito il 25 novembre 1590 Giovanni Emilio (MANNO, Dizionario feudale, voce CELLE), al quale succedettero altre famiglie formando una Consignoria.
Il 31 marzo 1786 fu infeudato ancora il vassallo Pietro Giacinto Del Boca(La grafia dei documenti originali è Del Boca) per quattro giorni ogni quattro anni, in sostituzione di una porzione posseduta dal suo antenato Giovanni Emilio.
Il feudo di Celle passò poi alla marchesa Teresa Radicati di Garessio e al marchese Carlo Emanuele S.Martino d'Aglié di S.Germano, suo marito. Pure i Consignori di Celle furono (e sono?) i conti Ferraris, i conti Vercellis e i nobili Ramelli, Vagnone, Bianco e Francia.
Antonio, figlio di Giovanni Antonio, signore di Villaregia, visse nell'orbita della corte sabauda, ove tenne l'alto ufficio di gentiluomo di bocca del duca Carlo Emanuele I il Grande; sposò una contessa Balbiano di Chiavenna (SICHI, Ricerc he storiche sulla famiglia Del Boca) e il suo nome è ricordato in documenti inerenti a feste e matrimoni avvenuti presso la corte sabauda (BARCASSI, un matrimonio principesco di casa Savoia nel 1585, carte manuscritte dell'Archivio storico della città di Torino).
Alcuni cultori di studi storico-araldici chiamano la famiglia Del Boca anche Del Bocca o Boca, poiché i cognomi divennero stabili solo nel secolo XVI, rimanendo prima legati alla fgrafia spesso incerta degli scrivani che redigevano gli atti pubblici nonché alla fonctica, anche sostanzialmente diversa dei nostri dialetti (SICHI, o.c.).
Se ne ritrova il nome nello stemme (CROLLALANZA, Dizionario storico-blasonico - Conte FRANCHI VERNEY, Armerista delle famiglie nobili - Conte GUELFI CAMAJANI, Dizionario araldico, voce CAMELLO) che i consulenti di araldica cosi descrivono: Del Boca, da Ghemme, Consignori di Celle; troncato: al primo d'azzurro al cammello d'oro, sdraiato; al secondo: d'argento all'albero nodrito sulla pianura, coi rami (Il CROLLALANZA scrive: coi rami passati in doppia croce di S.Andrea) decussati e ridecussati, il tutto al naturale - cimiero; un cammello come nel campo. Il motto dei Del Boca è SUBSTINE ET ABSTINE, sostienti e astienti, divisa per guerrieri e filosofi (GABOTTO DI S.GIOVANNI, Motti delle famiglie nobili piemontesi. Vedi anche MANNO, o.c.).
Diversi rami si spersero da Raschenus a Giovanni Antonio e altri ancora dopo il 1600. Il ramo; già residente a Celle (Cellamonte), attualmente è estinto. Quello fondato a Chiavenna alla corte dei Balbiano, dopo essere emigrato a Milano, si portò in Russia verso la fine del 1700, nella persona dell'unico discendente Luigi Del Boca (LUIGI DEL BOCA nacque a Torino il 29 giugno 1759 da Marcello Del Boca e Teresa Melegnati, fu ammesso nel corpo degli ingegneri militari e divenne generale; servi per molti anni in Russia e fu dall'imperatore Alessandro I incaricato dell'educazione del due figli).
Solo il ramo residente a Boca ebbe ampie diramazioni (Registri sullo Status Animarum (elenchi degli abitanti, divisi per famiglia, con le età), registri dei Battezzati, dei Matrimoni e dei Defunti). Ci è dato ricostruire il ramo capostipite su documenti esistenti presso la chiesa parrocchiale di Boca (documenti che vanno dal 1668 al secolo XX), ha inizio con Rochi de Bocha, nato verso il 1638.
L'albero genealogico che segue dà soltanto la diramazione capostipite e l'attuale discendenza dell'avolo Isidoro, sindaco di Boca (L'eestensore di questa trascrizione ha ritenuto utile tradurre i nomi dal latino in italiano).

Rocco Del Boca

Carlo Francesco (*1668) & Dominicia Rovarino

Giacomo Antonio (*1688) & Antonia Maria

Carlo Francesco (*1718) & Maria Balzano

Francesco Antonio (*1741) & Maria Angela Valazza

Carlo Gaudenzio & Lucia Minazzoli

Isidoro (*9/1807) & Giuditta Marino

Don Carlo Gaudenzio (*10/1829 prete)

Fra i nomi dei DEL BOCA che la storia italiana ricorda vi è quello di Simone Del Boca, figlio di un fratello di Rocco (BOTTA, Storia d'Itazlia - Comm.Mons. L. MAGGIOTTI, Notizie di Cavaglietto edei suoi paesi circonvicini, p.271 - DE VIT, Memorie storiche, p.176). Nel 1635 la Francia, alleata del duca di Savoia e del duca di Parma, dichiarò guerra alla Spagna, allora Signora del ducato di Milano: alla Spagna apparteneva le schiere francesi, savoiarde e parmigiane Giovanni de Saint Bonnet, signore di Toyras, maresciallo di Francia e tenente generale delle armate francesi in Italia.
La fortezza di Fontaneto fu colpita ripetutamente dai francesi. Rimasta sprovvista di munizioni e di vettovaglie, il 14 giugno 1636 il governatore spagnolo fu costreto a venire a patti e a cederla al nemico. Tuttavia questa vittoria fu amara per i francesi, che vi perdettero il loro generale Saint Bonnet, ucciso da Simone Del Boca con un colpo di maschetto Simone vendicava così i soprusi fatti alla sua gente.
Da ricordare il generale Del Boca, durante la prima guerra mondiale (1915-1918).
Un Del Boca fu console di Colonia; un altro legò il suo nome di progettatore ad una delle più lunghe linee ferroviarie del Congo Belga.
Il Cav.Dr.Don Carlo Gaudenzio Del Boca fu direttore del collegio Borgnis e delle scuole tecniche di Craveggia: il suo nome è fra quelli dei benefattori delle valli ossolane, oltre che di Cavaglio d'Agogna dove fu parroco fino alla morte.
Infine, nel 1840 i sacerdoti don Francesco Del Boca e don Maurizio fecero innalzare l'oratorio dedicato a S. Rocco, nel luogo dove ne esisteva uno anticamente. E' situato proprio di fronte alla casa dei Del Boca nella frazione delle Cascine Superiori.